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#Campolibero e dematerializzazione, dal 1° Ottobre il passaggio dalla carta ai registri telematici

L’intenzione è quella di semplificare i sistemi di tracciabilità e "allentare" (mediante la consultazione dei registri da remoto) la pressione dei controlli presso le imprese alimentari.

Una prima stima considera circa 100 mila imprese alimentari che sono obbligate a tenere i registri di carico e scarico (oggi cartacei) di zucchero, latte in polvere, burro e pasta destinata all'export nonché quelli previsti dalla disciplina UE per rendicontare i processi di produzione e il commercio dei prodotti vitivinicoli.

Una novità introdotta con la legge 11 agosto 2014, n. 116 (cosiddetta #Campolibero) che, insieme al Registro unico dei controlli, rappresenta una decisiva innovazione per i produttori, grossisti e importatori che dovranno adeguare e ʹdematerializzareʹ la contabilità ufficiale.

E come era ipotizzabile, infatti, il passaggio (quello dalla carta al web) segna un sostanziale cambiamento in termini di gestione e organizzazione aziendale, anche riguardo ai sistemi di tracciabilità previsti dal Reg. (CE) 178/2002. E per questo motivo, per poter prendere confidenza con il nuovo registro dematerializzato, le associazioni di categoria hanno chiesto al Mi.P.A.A.F. uno slittamento dell’entrata in vigore dei registri ʹdematerializzatiʹ, un trimestre di tempo (a partire dal 1° luglio scorso) utile anche per poter adeguare e/o implementare i sistemi informatici di gestione aziendale.

Il passaggio al registro web è previsto quindi per il prossimo 1° ottobre, data oltre la quale non sarà più possibile gestire ʹin doppioʹ il registro cartaceo e quello dematerializzato, sistema che è stato disciplinato anche per i registri vitivinicoli, anch’essi da gestire telematicamente (a meno di eventuali rinvii) a partire dal 1° gennaio 2016.  

Rimane (come in ogni progetto di dematerializzazione) la questione ʹdigital divideʹ, che talvolta (non solo per problemi di ʹfamiliaritàʹ con i sistemi informatici ma anche per motivi strutturali come la disponibilità della connettività a banda larga in diverse aree agricole e rurali) rende difficoltoso l’accesso e la puntuale gestione dei servizi telematici.

In ogni caso, nonostante le comprensibili difficoltà di avvio della dematerializzazione, la tracciabilità telematica (oltre a rendere possibile una consultazione da remoto migliorando l’efficacia dei controlli) potrebbe essere un’occasione anche per ri-organizzare e rivedere le modalità di gestione delle attività e dei processi aziendali e consente di ottenere la situazione dei dati produttivi e commerciali a livello di sistema e non solo di singola impresa alimentare.

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