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Gli indici di qualità delle strutture ricettive e della ristorazione, tra stelle, stalle e standard (in)esistenti

Ricettività

Nel sistema economico italiano, la voce “turismo”rappresenta un fondamentale contributo alla produzione di ricchezza oltre che  alla crescita dell’occupazione, concorrendo, ancora oggi, a essere una voce attiva, tra le poche, del panorama produttivo.

Infatti, a guardare i dati, si rileva che il valore aggiunto prodotto dall’impresa turistica è pari al 6% del totale dell’economia e oltre 30 miliardi di euro rappresentano le spese effettuate dai turisti stranieri in Italia:  gli esercizi ricettivi italiani ospitano, ogni anno, oltre 375 milioni di pernottamenti garantendo lavoro a circa 1,5 milioni di persone.

A fronte di questi numeri però, non vi è una corrispondente crescita di qualità dell’offerta turistico ricettiva italiana; è cresciuto il numero degli alberghi sul territorio ma, di contro, non è sempre cresciuto lo standard né dei servizi che essi offrono né delle strutture stesse.

Ancora oggi il parametro di riferimento per individuare la categoria restano le “stelle” o “spighe” o simboli letterali che, attaccati su una parete o su un’insegna dovrebbero classificare struttura e servizi. Ma i parametri assunti da tali classificazioni distano concretamente dai reali fattori che contribuiscono alla qualificazione di una struttura ricettiva, si tratti di albergo, agriturismo o B&B: non è certo un frigo bar o il telefono in camera a far  dormire bene l’ospite se,  di fatto,  le “stelle” non prevedono  alcun controllo sulla qualità del materasso, del cuscino, sulla superficie del bagno, sulla pulizia della camera, sulla qualità della colazione offerta.

Ancora più grave è il non assoluto aggiornamento delle condizioni che hanno previsto la classificazione originaria; il riconoscimento dell’azienda viene effettuato all’atto dell’avvio dell’attività e non vi è più alcuna verifica successiva sul mantenimento dei requisiti iniziali ad essa riconosciuti.

Ad eccezione delle grandi catene alberghiere, alle cui spalle vi sono grandi brand  che,  con i loro standard  assicurano procedure operative certe, le piccole e medie imprese ricettive  gestiscono l’organizzazione aziendale sulla scorta della propria  esperienza  e  spesso sulla  improvvisazione.

In assenza di procedure operative stabilite, il servizio offerto non è mai costante, il personale non è orientato e il risultato finale non risponde alle promesse che le “stelle” vorrebbero garantire e conseguentemente non  soddisfa le aspettative del cliente.

L’organizzazione delle procedure e la loro attuazione riguarda anche la ristorazione dove, nella maggior parte dei casi, si ritiene che il semplice autocontrollo previsto dall’HACCP rappresenti una forma di qualificazione mentre le procedure operative devono riguardare ogni singola area e attività svolta, per uniformare e garantire la continuità degli standard qualitativi per i servizi offerti.

Le Procedure operative aziendali possono essere controllate mediante un audit interno, mentre lo standard di qualità dei servizi è necessario venga verificato a sorpresa da personale ispettivo altamente qualificato e scevro da qualsiasi condizionamento di “appartenenza territoriale”

A tal fine, Feder Quality, dipartimento di IRVEA, deputato allo Sviluppo, Valorizzazione e Tutela delle eccellenze agroalimentari e territoriali, per supportare le esigenze del settore, ha istituito un percorso formativo, modulabile secondo le esigenze aziendali, aperto a tutte le strutture ricettive, hotel, agriturismi, B&B e di ristorazione ed al relativo personale, finalizzato al miglioramento delle attività e dei servizi aziendali e alla riduzione dei rischi dell’eventuale contesto sanzionatorio operato dagli Organismi Pubblici di Controllo.

L’evento, organizzato in collaborazione con HSQ - High Standard Quality, struttura australiana specializzata nelle attività di miglioramento qualitativo dei servizi ricettivi e della ristorazione,  si terrà nei giorni 25, 26, 27, 28 maggio 2015 presso l’Auditorium UNICEF in via Palestro,68 –Roma

 

 

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